2016

HAMILTON “POSITIVO” ALLA VUELTA PER EMOTRASFUSIONE

HAMILTON “POSITIVO” ALLA VUELTA PER EMOTRASFUSIONE

PARIGI – Si sapeva che la recente stretta con i test anti-epo aveva spinto atleti e corridori a rifugiarsi di nuovo nella vecchia tecnica dell’emotrasfusione. Si sapeva anche che l’Uci aveva messo a punto in metodo per individuare definitivamente il vecchio-nuovo imbroglio, mutuandolo da una ricerca australiana. Ma, secondo quanto appare oggi sulla stampa spagnola, non è bastato per fermare il “kamikaze” di turno. Che per la cronaca risponde al nome eccellente di Tyler Hamilton, l’americano medaglia d’oro nella cronometro individuale ad Atene che aveva vinto anche l’8^ tappa della Vuelta di Spagna, la cronometro di Almusaffes di 40.1 km con il tempo di 47’16”, prima di abbandonare la corsa sei giorni più tardi spiegando l’abbandono con problemi di stomaco. Positivo per emotrasfusione: è il primo nel ciclismo e nello sport mondiale. Ed è la prima volta che esami ematici portano ad una accusa di doping, essendo fino a questo momento usati i test solo come screening per successivi approfondimenti attraverso l’analisi dell’urina. Un record. La squadra del campione olimpico, la Phonak, aveva addotto problemi di stomaco per Hamilton. Si è in attesa delle controanalisi e la Phonak non ha ancora confermato la positività. Ma, secondo quanto riferisce l’agenzia Adnekronos, un portavoce della squadra, Georges Luedinger, Hamilton sarebbe risultato positivo anche alle Olimpiadi: “Si evidenziò un eccesso di globuli rossi, conseguenza di una trasfusione”. Il riferimento sarebbe ad un intervento chirurgico effettuato molti mesi prima dall’americano. Ma troppo lontano nel tempo, secondo gli esperti, per poter giustificare le modificazioni ematiche riscontrate nel test antidoping. Se dovesse essere confermata anche questa positività il 33enne americano perderebbe l’oro della crono a favore del russo Ekimov, già campione olimpico a Sydney 2000. L’australiano Michael Rogers, campione del mondo 2003, dopo la squalifica per doping del britannico Millar, approderebbe al bronzo. Hamilton ha militato a lungo nella formazione di Armstrong. Fino al 2001. E’ quindi passato alla Csc di Bjarne Riis, formazione con cui ha vinto la Liegi-Bastogne-Liegi dell’anno scorso, stagione in cui fece clamore la sua tenuta durante tutto il Tour de France, nonostante una frattura alla clavicola. Per la Phonak sarebbe il secondo caso di doping in poche settimane, dopo la positività all’Epo dello svizzero Camenzind, che, licenziato dalla squadra, ha posto fine alla sua carriera agonistica.

Secondo Alvaro Pino, direttore sportivo della Phonak, Hamilton sarebbe innocente. “Mi ha detto di stare tranquillo ed io credo alle sue parole. E’ un ragazzo intelligente e non si sottoporrebbe mai al rischio di una trasfusione. Le analisi dicono che è positivo; ma non è una sentenza definitiva. Tylor è innocente fino a prova contraria”. Dal canto suo l’americano protesta la sua innocenza a 360 gradi. “Posso garantire che la medaglia d’oro delle Olimpiadi resterà nel mio salotto finché non avrò almeno finito i soldi per difenderla”. ha detto nella conferenza stampa, organizzata dalla sua squadra a Zurigo. “E’ devastante per me essere qui stasera. La mia famiglia, la mia squadra, i miei amici sono distrutti e una cosa che vi posso garantire è che sono innocente al 100%. Sono stato accusato di aver preso il sangue di un’altra persona. Tutti quelli che mi conoscono sanno che è assolutamente impossibile. Vi posso dire tutto quello che ho messo e non nel mio corpo. Di sicuro il ciclismo per me è importante, ma non così importante: se mi dovessi dopare appenderei la bicicletta al chiodo”.

Il metodo per individuare la tecnica truffaldina è stato messo a punto da scienziati australiani, e adottato dalla federazione internazionale (Uci) ed è operativo solo in due laboratori al mondo, quello di Atene (per le Olimpiadi) e quello di Losanna. Anche se la tecnologia applicata: l’esame citofluorimetrico di flusso è ormai alla portata di ogni laboratorio che si rispetti e che faccia test sul sangue. Si tratta di un metodo già collaudato, come principio, per i test di attribuzione di paternità. Il lavoro di ricerca risale all’agosto 2002, ed è stato pubblicato nel novembre 2003 sotto il titolo “Dimostrazione di una trasfusione sanguigna omologa grazie alla quantificazione degli antigeni dei gruppi sanguigni”. Il metodo messo a punto dall’Istituto ematologico di Sydney permette di distinguere piccole popolazioni di cellule, differenziandole dal punto di vista degli antigeni. Una serie di piccoli antigeni (molecole specifiche che si uniscono ai globuli rossi) diversi rispetto alla “serie” caratteristica di ogni individuo riflettono una fluorescenza diversa attraverso lo strumento e questa differenza permette di stabilire che il sangue è “compatibile” ma non uguale a quello del soggetto in esame.

La pratica sembra sia molto diffusa nel plotone spagnolo. Già nel 2001, durante le famigerate perquisizioni al Giro di Italia, a Sanremo, il perito dei Nas, professor Dario D’Ottavio, eminente collaboratore anche di SportPro, nei reperti sequestrati ad una formazione iberica, individuò segnali che facevano pensare già allora alla trasfusione omologa.

DOPING: SU UN LIBRO SOSPETTI PER ARMSTRONG, ASSICURAZIONE NON PAGA:CONGELATI 5 MLN DI DOLLARI

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DALLAS – Ancora guai in vista per Lance Armstrong: il quotidiano statunitense Dallas Morning News ha rivelato che il gigante delle assicurazioni statunitensi Sca Promotions ha congelato il premio assicurativo post Tour perchè vuole vedere chiaro nelle presunte accuse sull’uso di sostanze illegali legate al doping del texano, rivelate nel libro ‘L.A. Confidential: the secrets of Lance Armstrong’ pubblicato quest’anno. Si tratta di 5 milioni di dollari che Armstrong avrebbe dovuto ricevere dopo la vittoria del suo sesto Tour del France: il texano si era assicurato la vittoria in Francia nel 2001, pagando una polizza di 420 mila dollari. L’anno dopo aveva ricevuto 1.5 milioni di dollari, nel 2003 3 milioni di dollari. Lo scorso anno Armstrong ha regolarmente ricevuto un premio di 4.5 milioni di dollari.

Stavolta la Sca Promotions si è impuntata: ha regolarmente versato in una banca la cifra spettante ad Armstrong, spiegando che gli interessi che verranno maturati, circa 120 mila dollari l’anno, saranno devoluti alla federazione americana di ciclismo. Ma per ora non intende assolutamente saldare il premio. Per questo sono stati sguinzagliati una serie di investigatori in giro per Europa, per acquisire più carte possibili, specie quelle relative al processo Ferrari in discussione a Bologna in questi giorni.

L’avvocato Chris Copton, che guida i legali della Sca Promotions, in questi giorni è in Europa per coordinare le ricerche. La Sca è una multinazionale ultramiliardaria con interessi assicurativi in tutto lo sport americano, dal golf alla Nasca, dal basket alla copertura dei maggiori eventi sportivi del paese. A sua volta l’avvocato John Bandy da Dallas spiega che : “Abbiamo solo posto delle domande e stiamo aspettando le risposte”. Armstrong intanto ha denunciato in tribunale il comportamento della Sca chiedendo l’intervento di un giudice arbitrale.